Kadyrov: l’esperimento sanguinario di Putin

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Ramzan Kadyrov, leader della Repubblica Cecena dal 2007, rappresenta forse l’esperimento più sanguinario di Vladimir Putin. Suo padre, Achmat Kadyrov, aveva ricoperto il ruolo di Presidente della Cecenia dal 2003 al 2004, anno in cui perse la vita durante un attentato. Nel 2004, Ramzan Kadyrov fu nominato Vice Primo Ministro della Repubblica Cecena e tre anni più tardi Putin lo scelse per ricoprire il ruolo di Presidente.

Nel 2010 il titolo di presidente è stato cambiato in “capo della repubblica cecena”. In seguito, la carica divenne elettiva, ma gli osservatori internazionali non hanno mai riscontrato elezioni libere e democratiche.

Foto di Asia News

La seconda guerra cecena e l’ascesa di Putin

Per comprendere meglio il personaggio di Ramzan Kadyrov bisogna conoscere la piccola nazione caucasica di cui è a capo. La Cecenia pre-Kadyrov era sempre stata in lotta con la Russia. Tuttavia, gli eventi cruciali di questo scontro secolare sono state le cosiddette “guerre cecene”: la prima del 1994 e la seconda del 1999. La prima guerra cecena si era conclusa con la dichiarazione di indipendenza dalla Federazione Russa e con la creazione della Repubblica Cecena d’Ičkeria. Se la fine della prima guerra cecena aveva sancito la sconfitta della presidenza di Boris Eltsin, l’inizio della seconda avrebbe segnato senza dubbio l’ascesa di Vladimir Putin.

Localizzazione della Cecenia (credit: Eastjournal.net)

Con alle spalle sedici anni all’interno del KGB e della Stasi, Putin fu nominato primo ministro nell’agosto del 1999. Era ancora del tutto sconosciuto, ma apparve subito chiaro come tutte le sue mosse politiche avrebbero interessato la questione bellica, tanto da far parlare di “guerra elettorale”. La sua intenzione era quella di costruire il suo personaggio pubblico grazie a come avrebbe condotto il secondo conflitto in Cecenia.

Putin adottò una politica opposta al suo predecessore al Cremlino: se Eltsin in momenti di estrema crisi delegava le scelte ad altri per evitare l’onere di probabili errori, Putin scese in campo indossando la divisa del leader militare. Il presidente sosteneva di voler liberare la Cecenia dai terroristi, fondamentalisti islamici. Aveva trovato un nemico e una legittimazione per la sua invasione in Caucaso, così come ha fatto 23 anni più tardi a Kiev. Se prima voleva “sgominare un covo di terroristi” in Cecenia, adesso vuole denazificare l’Ucraina. Dopo l’11 settembre 2001 per Putin divenne facile ottenere il beneplacito delle potenze occidentali, che semplicemente si voltarono dall’altra parte mentre in Cecenia imperversavano i crimini di guerra dietro la facciata della guerra al terrore.

Il conflitto, ufficialmente terminato nel 2009, ha ristabilito l’appartenenza della Repubblica Cecena all’interno della Federazione e ha posto le basi per la nascita della “stirpe” Kadyrov.

Il malgoverno di Ramzan Kadyrov

Da quando è al governo, Ramzan Kadyrov è famoso per la sua efferatezza e brutalità. Secondo diverse fonti giornalistiche è implicato in diversi casi di omicidio e torture.  L’Associazione per i Popoli Minacciati ha affermato che i Kadyrovtsy hanno commesso fino al 70% di tutti gli assassinii, stupri, rapimenti e casi di tortura in Cecenia. Questi formano l’esercito privato del presidente, composto da circa 3000 uomini. 

A testimoniare le malefatte della famiglia Kadyrov dei primi anni Duemila fu Anna Politkovskaja. La giornalista russa, uccisa nel 2006 a Mosca, denunciò pubblicamente l’operato dei Kadyrovtsy in Cecenia e il malgoverno di Vladimir Putin in Russia. Uno dei libri più celebri della giornalista è senza dubbio Proibito Parlare.

Anna Politkovskaja: il sapore amaro della libertà / Transeuropa / Home -  Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa
Anna Politkovskaja (credit: Osservatorio Balcani e Caucaso)

Questa raccolta presenta numerosi contenuti degni di nota e ogni articolo andrebbe letto con particolare attenzione . Alcuni passaggi sembrano tuttavia più emblematici di altri.  Il capitolo I video del premier in Cecenia, ricavato dagli articoli pubblicati il 20 marzo 2006, ne è un esempio. La giornalista in questi articoli denunciava apertamente Kadyrov. Riferiva di alcune registrazioni caricate su Internet i cui protagonisti erano il premier e i suoi uomini. Nel primo video si vedevano una donna in intimo e il premier ceceno che umiliava un altro uomo obbligandolo a togliersi i pantaloni e riprendendolo per il solo gusto di farlo, tra le risate dei presenti.

L’ultimo video riprendeva una scena al mercato con protagonista sempre Kadyrov insieme ad alcuni militari. Questi forzatamente facevano entrare due persone in un bagagliaio di una Desjatka bianca, il premier saliva poi sul veicolo e levava il braccio, facendo segno di partire.

Le riprese col cellulare, ne sono sicura, sono state diffuse per una sola persona del nostro paese: Putin […] che non si sforza nemmeno di fingere di aver capito quale disgustosa piega ha preso la realtà da lui plasmata

Anna Politkovskaja

Il ruolo dei Kadyrovtsy in Ucraina

Il panorama delle milizie straniere che stanno combattendo attualmente nella guerra in Ucraina è molto vasto. Se la guerra di terra arriverà ad essere combattuta nel cuore dei centri urbani queste milizie arriveranno a giocare un ruolo molto importante. Le milizie sono tante e combattono per entrambi gli schieramenti.

Kadyrov, che si definisce il “proprietario della Cecenia”, è partito insieme alle sue milizie, i Kadyrovtsy, e ora si troverebbe a nord di Kiev. Non sappiamo se realmente il leader ceceno si trovi lì, ma senza dubbio ci sono i suoi uomini. Avendo sempre fatto della sua ferocia un vanto, Kadyrov è arrivato in Ucraina con l’intento di condurre una guerra psicologica sulla popolazione. Il compito delle milizie cecene sarebbe inoltre quello di trovare e uccidere il premier ucraino Zelensky.

Credit: Photo by Musa Sadulayev/AP/Shutterstock (6755261b)

Le milizie e i mercenari servono perché risultano essere più agili rispetto agli eserciti tradizionali. Possono infiltrarsi nelle città anche se le truppe non riescono ad occuparle. Inoltre, se i battaglioni commettono dei crimini di guerra, questi non sono imputabili alla Russia. Servono quindi propagandisticamente ad abbassare il morale dell’esercito avversario e soprattutto dei civili, terrorizzati dalla sola presenza di tali corpi nel proprio territorio.

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About Author

Sara Valentina Natale. Laureata in Studi Internazionali, ho scelto di proseguire i miei studi con un master in Corporate Communication, Lobbying & Public Affairs a Roma . Adoro scrivere, fare polemica e bere Gin. Aspirante femminista, europeista incallita, sportiva occasionale.

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