L’eclisse di Laken Cottle. Un viaggio nell’oscurità per ritrovarsi

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Mentre l’oscurità avanza spietata dall’Antartide e ricopre ogni angolo della Terra, un uomo cerca di farsi strada nel buio per riscoprire la propria identità.

Si chiama Laken Cottle e porta il nome di una vecchia tartaruga. Del suo passato ha solo questo: un nome.

A tratti ricorda il volto della madre, fatto di luce splendente come quella delle stelle. Del padre ricorda i disegni colorati, i personaggi e le storie inventate. Ha sempre vissuto con la convinzione che “fissare il sole a occhi nudi significa intravedere la nostra natura mortale” e così ha smesso di sfidare quella luce accecante.

IL ROMANZO

Laken è il protagonista di L’eclisse di Laken Cottle, romanzo psichedelico e onirico di Tiffany McDaniel, una delle scrittrici americane emergenti più autentiche e originali. Con l’Estate che sciolse ogni cosa aveva esordito colpendo i lettori per l’orientamento narrativo dalle evidenti influenze gotiche. L’ispirazione giunge da grandi scrittori della letteratura americana, da Poe, Jackson fino a Hawthorne.

Con L’eclisse di Laken Cottle ripropone quello che il romanzo di esordio aveva trasmesso: un incipit folgorante, eccentrico, psichedelico che anticipa l’evolversi di una fiaba orrorifica.

Luce e ombra si alternano come veri e propri personaggi della storia. La divisione, all’inizio netta, è scandita capitolo per capitolo. C’è la storia di Laken, tra passato e presente, e quella parallela che parla di un’oscurità misteriosa che sta divorando la Terra.

Mentre il lettore prova a mettere in ordine i tasselli confusi della vita di Laken, il caos oscuro si fa strada senza tregua.

La copertina del libro

OPPOSTI

L’eclisse di Laken Cottle è un libro di opposti.

Luce e oscurità, come realtà e finzione si scambiano di continuo il ruolo di protagonisti. Così, quello che Tiffany McDaniel dipinge, è un quadro degno di David Lynch o di Tim Burton. C’è angoscia, senso di perdizione, mostruosità e mistero.

Laken intraprende un viaggio in un mondo che sembra venire fuori da un incubo. Un Paese delle Meraviglie ma capovolto. Ogni personaggio è la versione distorta e tossica del proprio speculare fiabesco. Non c’è equilibrio, ordine, pace. C’è delirio e allucinazione.

Le voci si sono zittite e i passeri sono volati via. Il paese degli dèi non esiste più. È rimasta soltanto un’insegna su cui è scritto:
Grazie per aver visitato
il Paese degli dèi.
Tornate presto, ma non così presto.

LA RIVELAZIONE

Man mano che la matassa si dipana e le metafore si chiariscono, anche l’ordine viene ripristinato e la luce si riaccende. Quella che ne scaturisce è un’epifania: le maschere vengono tolte e le allegorie svelate.

In un incontro a tu per tu con la luce in persona il buio viene cancellato e “il soffitto del tunnel buio si spacca, e così i muri, finchè non crolla tutto, ammucchiandosi in una pila di macerie.”

Laken ritrova se stesso, ma per farlo deve attraversare il buio.

E i lettori che navigano in un mare dalle acque scure, immersi nella struttura narrativa complicata che McDaniel propone, si fanno strada per fare luce sulla storia di Laken, oltre l’immaginazione.

«Di tutte le cose che abbiamo ereditato dal primissimo uomo, è forse la nostra immaginazione, la nostra mente, a essere la più preziosa.»

Tiffany McDaniel
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About Author

Metà ingegnere, metà umanista. Una laurea in ingegneria biomedica all’Università di Pavia e una magistrale in corso. Cammino sempre con un libro in mano e scrivo per trovare il mio spazio.

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