Forma e contenuto nelle proteste

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Recenti manifestazioni

In questi ultimi giorni i giovani in Italia hanno portato avanti numerose proteste.

Sono diventate note e virali in particolar modo quelle del movimento Just stop oil e di Ultima generazione contro l’uso dei combustibili fossili e contro il cambiamento climatico e la protesta degli studenti universitari de La Sapienza (Roma) in ateneo.

È lodevole vedere le giovani generazioni impegnate politicamente e interessate attivamente alle questioni di attualità.

I contenuti ambientali

Nel caso di Just stop oil e Ultima generazione sono state esposte le richieste lecite (e doverose) per una transizione ecologica al fine di rallentare il cambiamento climatico.

Cambiamenti di queste dimensioni richiedono tempo e risorse sia da parte delle istituzioni che da parte del territorio ed è difficile soddisfare i bisogni di 8 miliardi di persone cambiando simultaneamente i mezzi in tutto il mondo.

Le forme delle proteste ambientali

Nelle ultime settimane sembrano essere aumentati gli episodi in cui giovani, per esporre le proprie idee e attirare l’attenzione mediatica, abbiano attaccato opere d’arte e rovesciato litri di latte a terra.
È giusto lamentare lo spreco alimentare sprecando a sua volta il cibo? È giusto accanirsi su opere d’arte senza alcun nesso motivato provocando la sola conseguenza di non essere presi seriamente e di essere considerati dei vandali? È giusto danneggiare la statua del Madame Tussauds di Re Carlo III? È necessario commettere reati, illeciti e danneggiare oggetti, enti, nomi e immagini (non inteso come opera d’arte ma come immagine del museo o del Re) per lamentare comportamenti poco etici?

Un esempio di protesta corretta, ossia che si prefigge di creare disordini e scontento ma non danni, è stato il sit-in dell’organizzazione ambientalista Ultima Generazione nel raccordo anulare di Roma.

I contenuti politici

Gli studenti del collettivo auto-organizzato di Scienze Politiche de “La Sapienza” hanno manifestato contro Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia, invitato in occasione di un convegno organizzato da Azione Universitaria. Tra le proteste è comparso purtroppo uno striscione che riportava: “fuori i fascisti dalla Sapienza”.
Contenuto grave e pericoloso dal momento che, indipendentemente dalla condivisione o meno delle idee politiche, non ci si può arrogare il diritto di limitare la libertà di parola di una persona. Siamo pur sempre in una democrazia. Sia la protesta che l’intervento del deputato di Fratelli d’Italia sono, infatti, tutelate dall’art. 21 Cost.

È giusto porsi come paladini dei diritti e poi pretendere che vengano rispettati i diritti solo a proprio vantaggio limitando chi la pensa diversamente? La risposta è tanto semplice quanto scontata: no.

Le forme della protesta politica

Gli studenti, nei primi momenti, hanno tenuto un comportamento esemplare, manifestando pacificamente e appendendo striscioni.

Esisteva però il pericolo concreto che le due manifestazioni di orientamento politico diverso presenti in ateneo potessero scontrarsi e quindi creare problemi di ordine pubblico. Il TULPS prevede che, dopo 3 intimazioni ai manifestanti, avvenga il discioglimento (nel caso di una manifestazione non autorizzata). In caso di rivolta o di opposizione, la polizia, legittimata dal TULPS e dall’art. 53 c.p., può agire con forza, che deve essere però proporzionata al tipo di resistenza o opposizione. Non è possibile quindi manganellare chi attua una resistenza passiva, mentre è possibile verso chi oppone una resistenza altrettanto violenta. La legittimità delle cariche della polizia è valutata caso per caso in base a come si svolge ogni vicenda.

Il giusto equilibrio

Sono necessari moderazione, intelletto, morale (e un po’ di furbizia) quando si tratta di trasmettere determinati messaggi, soprattutto se ti attua protesta.
Il contenuto è più importante della forma, ma anche quest’ultima ha la sua rilevanza e comportarsi civilmente nel rispetto degli altri dovrebbe essere la regola aurea (soprattutto da parte dei ragazzi che giustamente richiedono di rispettare determinati valori).

Sono necessarie la coerenza e l’integrità che purtroppo mancano. Questi principi sono carenti soprattutto tra i giovani che sono spinti da impulsi radicali. Le giovani generazioni non poche volte perdono la visione d’insieme dei problemi (estremamente complessi) e si atteggiano da paladini della verità quando spesso fanno fatica ad andare oltre il proprio naso.

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Non sopporto la montagna, non credo nei principi scout, non parlo mai di politica, non mi piace dibattere su questioni giuridiche e dico bugie. Studio giurisprudenza nella città che ritengo, a mani basse, stupenda: Trento.

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