Esiodo poeta del mondo. I capolavori dell’altro Omero.

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Un poeta considerato ingiustamente secondario contribuisce a fondare, al pari del più famoso autore dell’Iliade e dell’Odissea, le basi della cultura occidentale. La nascita degli dei e la teodicea del lavoro di Esiodo sono racchiusi in due poemi che meritano di essere letti.

Enciclopedie del mondo antico

Da arditi studiosi della letteratura antica occidentale siamo abitati a concentrare la nostra attenzione su quella che riteniamo la genesi del fenomeno storico e letterario che ha origine in Omero. I canti dell’ira di Achille e dell’astuzia di Odisseo collegano miti, raccontano usi e costumi dei Greci. In una parola sono il simbolo di una “funzione enciclopedica” del mondo greco, quella che Auerbach definì caratteristica dei poemi omerici. Le tradizioni e l’eredità di un mondo al quale il mondo moderno deve certamente tantissimo.

Quello che la maggior parte delle persone non focalizza, tuttavia, è che un movimento di questo tipo non può mai avere un unico momento centrifugo. Un solo autore non può bastare a spiegare la grandezza di una così vasta cultura. Ogni simbolo è sempre supportato da uno o più corollari che ne supportano il lavoro.

Muse dell’Elicona

Esiodo rientra perfettamente in questo schema. Antagonista ed emulo di Omero, egli è colui che pone l’Io poetico in primo piano. Ci parla di sé stesso in modo autobiografico all’interno delle sue opere. Questi riferimenti al proprio vissuto sono ovviamente funzionali al suo messaggio poetico ed hanno un valore esemplare difficilmente incontestabile. Per la prima volta Esiodo afferma la dignità dell’artista e del suo lavoro. Una tematica che avrà come epigoni i più grandi letterati nel corso di tutta la storia antica, moderna e contemporanea (si pensi al solo Carducci ad esempio).

Ma non solo. La sua investitura poetica non avviene in luogo prestigioso o in circostanze particolari ma è localizzata su un umile monte della Beozia. Una regione certamente non tra le più famose per la temperie culturale nell’antica Grecia. Il sogno con il quale le Muse, le patrone delle Arti, concedono al loro protetto la sacra missione di “cantare il vero” è l’incipit di una vera e propria rivoluzione letteraria.

Le muse

Il poeta che non viaggia, se non con la parola

Una rivoluzione che parte anche dall’aspetto biografico. Esiodo, infatti, è il primo poeta in assoluto del quale possiamo ricostruire alcuni aspetti di vita. Partito in giovane età da Cuma, nella regione eolica, emigra con il padre ad Ascra, in Beozia, un villaggio minuscolo che si affaccia sul monte Elicona. Un luogo certamente di poca ispirazione, dal momento che lo stesso poeta lo descrive in questi termini:

” Ascra, mala d’inverno, afosa in estate e buona in nessun momento”

Un luogo legato quindi a ricordi poco felici, tra i quali il poeta può certamente annoverare la lite con il fratello Perse, accusato in più luoghi delle sue opere di ambire a sottrargli parte dell’eredità paterna con l’aiuto di alcuni giudici corrotti.

Il resto della vita di Esiodo non è poi così appassionante: di lui si sa solo che si allontanò dal suo villaggio in un unica occasione, quando andò nella regione della Calcide per cantare alle nozze dell’eroe Anfidamante. Se non altro questo particolare ci permette di ipotizzare una collocazione temporale più precisa per questo autore, dato che la guerra in cui Anfidamante risultò vincitore si svolse attorno al 700 a.C.

In principio era il Caos

Molto più ci raccontano le opere dell’autore. La prima, la Teogonia (“la nascita degli dei”) può essere tranquillamente definita come la Bibbia del mondo greco. In un migliaio di versi circa Esiodo racconta ai Greci l’origine del mondo a partire dal Caos primordiale (la cosiddetta “sezione cosmogonica”). La parte certamente più interessante è quella relativa alla presa di potere da parte di Zeus e alla nascita di quello che sarà da quel momento conosciuto come “pantheon” greco, ovvero la comunità degli dei.

L’argomento religioso si innesta sul contesto storico. La discendenza matrilineare delle prime entità ancestrali (sulle quali spicca Gaia, la madre-terra venerata in numerose culture) è sintomo di un mondo pregreco che Esiodo focalizza in maniera sublime. Ad esso segue il potere maschile del signore dell’Olimpo, che trova un suo corrispettivo nella nascita della pòlis classica.

Il mondo olimpico cantato da Esiodo

Teogonie e cosmogonie fanno parte del patrimonio tradizionale letterario globale (come ad esempio si può vedere nel poema babilonese Enuma Elish) tuttavia l’autore della Teogonia pone in questo caso la sua firma su qualcosa che fungerà da grandissimo modello stilistico e tematico.

Il lavoro nobilita l’uomo

L’altra opera di Esiodo, pur essendo ugualmente affascinante e raffinata, colpisce il suo pubblico per la sua enigmaticità. La concreta esperienza biografica del poeta in questo caso si inserisce nelle due grandi tematiche della giustizia e del lavoro. Quest’ultimo, in particolare, è presentato come simbolo della virtù verso la quale deve tendere l’uomo poichè lo rende migliore, lo nobilita nella sua umiltà. I tempi, rispetto all’eroismo e la ricerca della gloria da parte degli eroi di Omero, sono considerevolmente cambiati.

Gli 830 versi di questo secondo componimento trattano una materia molto variegata, dalla trattazione sulla duplicità della competizione tra gli uomini (una positiva, che porta all’emulazione, e una negativa, che porta alla discordia) si passa alle invettive contro il fratello Perse, richiamato ad una giusta misura e al rispetto della giustizia.

Su tutto spicca certamente l’episodio di Pandora: una tra le fanciulle più famose del mito greco ha la funzione, con il gesto della liberazione dei mali del mondo dal suo vaso, di indicare all’uomo greco che non si sfugge alla giustizia degli dei, le cui decisioni sono imperscrutabili. Per la seconda volta, dopo Omero, l’uomo si trova a combattere contro il destino e ad uscirne inesorabilmente sconfitto. Il mito delle età delle generazioni umane, dal quale prenderanno spunto autori del calibro di Virgilio, vuole solamente sottolineare ancora una volta una condizione di infelicità umana sempre crescente. Un’epoca d’oro che diventa d’argento, poi di bronzo e poi di ferro. Unica eccezione è quella dell’età degli eroi, troppo eterea per essere alla portata di tutti.

Un lettore universale

Al di fuori di questi grandi miti restano le esortazioni al corretto comportamento nei rapporti umani. Restano i precetti per lo svolgimento del lavoro umano, al di fuori e all’interno della casa. Una sezione in un certo senso “educativa” che si rivolge non solo agli abitanti di Ascra. Essa vuole andare ad abbracciare l’uomo nel suo complesso ed istruirlo. La funzione “enciclopedica” della poesia che collega Esiodo ad Omero sembra essere stata capita dai lettori e commentatori antichi. Costoro videro in questo poeta un modello su cui basarsi e gli assegnano un ruolo di primo piano tra i grandi della letteratura greca classica.

Non solo. Per alcuni Esiodo fu addirittura il più grande poeta greco in assoluto. Sia per la varietà dei temi proposti sia per il fatto che, a differenza del più famoso collega, nelle sue opere la guerra tra gli uomini non è neppure menzionata. I suoi sono poemi che mirano all’ordine e alla pace, per l’uomo valente che costruisce il proprio benessere da sè.

La domanda che ci si può porre dunque è quella relativa allo scarso interesse dei moderni. Al di fuori della cricca degli studiosi di letteratura greca, infatti, sono ben pochi coloro che si interessano ad Esiodo. Ma il fascino dei suoi miti, la saggezza delle sue massime e la bellezza della sua poesia meriterebbero senza dubbio un pubblico adeguato alla sua grandezza.

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About Author

Di marca bellunese dal 1994, laureato in Lettere Classiche e Storia Antica all'Università degli studi di Padova. Professore di greco e latino, giornalista e speaker radiofonico, lavoro tra Belluno e Padova. Plasmato della storia e della scrittura, oscillo tra il mio carattere perfezionista ed il mio pensiero relativista (non a caso sono un grande fan del maestro Battiato). Appassionato di politica, liberale convinto.

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