Domenica 2 Aprile, ad Orlando, si è disputata la 33^ edizione di Wrestlemania, lo show più importante della WWE. Il Main Event, che vedeva coinvolti The Undertaker e Roman Reings, si è concluso con una netta vittoria del “Big Dog” Reigns. Al termine del match però, è partita una lunga Standing Ovation per The Undertaker, che ha tolto guanti, giacca e cappello, lasciandoli in mezzo al Ring e annunciando di fatto il ritiro.

Ecco i 10 Motivi per cui, nel bene e nel male, non lo dimenticheremo mai:

La Gimmick

Il personaggio interpretato da Undertaker era unico nel suo genere. Il “becchino” o l’uomo dall’oltretomba. E’ senza dubbio uno dei personaggi più oscuri della storia della WWE. La sua Gimmick, tra l’altro, è una delle più longeve. Oltre 20 anni di carriera passati tra bare, druidi, oscurità e terrore. E’ anche la figura oscura più credibile come “Face” (buono, ndr), simbolo di una grande elasticità recitativa e di un’ottima interpretazione.

La Parola al Ring

Come tutti sappiamo, Undertaker non ha mai amato tenere il microfono in mano. A dire il vero i suoi promo sono molto misteriosi, criptici, e le uniche parole pronunciate con “continuità” sono le celeberrime “Rest In Peace!”. Questa però è senza dubbio una grande qualità. Riuscire ad essere credibili a quel livello, senza un Manager, e dare così tanto peso a poche parole, è qualcosa di molto difficile, per tutti.

La Musica d’Ingresso

Quante volte avete spento le luci della stanza e fatto partire la sua Theme Song per spaventare un amico? L’entrata nel Ring del Deadman è unica. Buio in tutta l’arena, rintocchi di campana ben scanditi, tanto fumo e musica degna di un film dell’orrore. Ogni qualvolta accadeva, il pubblico esplodeva in un boato incredibile. Era sempre (o quasi) una sorpresa.

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Il Buried Alive Match

Con la presenza di un personaggio così, la WWE è riuscita a sbizzarrirsi e cucirgli addosso tanti “must”. Uno di questi è il “Casket Match”, o più semplicemente Match con la bara, in cui per trionfare, bisogna chiudere l’avversario all’interno di una tomba. Anche questa novità, di grande successo, fu introdotta grazie a lui.

Un Eroe senza tempo

Che sia stato nei primi anni ’90, a fine millennio, nei primi anni 2000 o nell’ultimo periodo, The Undertaker ha sempre riscosso un enorme successo tra i Fans. Non mutando attitudine, è riuscito a conservare i fan del passato e, col tempo, a farsene di nuovi, coinvolgendo grandi e piccini. Nessuno, come lui, è riuscito a raggiungere questo traguardo.

Il Re dell’Attitude Era

Molti fan nostalgici della WWE ricorderanno con tanta malinconia gli “Anni d’oro” del Wrestling, quell’Attitude Era così cruda, violenta e viva che era quasi una sorta di religione per gli appassionati. Ebbene, The Undertaker ne era protagonista, insieme a Kane, McMahon, Shawn Michaels, Stone Cold, Mankind, The Rock e tanti altri. Celebri gli scontri con Kane e Mankind per il Titolo, dove i Match erano tremendamente duri fisicamente e psicologicamente.

Gli Hell In A Cell Match

Un’altra grande caratteristica di Taker è la pericolosità degli incontri da lui disputati. Non a caso, è il Wrestler con più apparizioni nell’Hell In A Cell Match (Match con la gabbia). Ricordiamo con grande nostalgia l’incontro con Mankind, quelli con Kane e Michaels, per finire con quello contro Shane O’Mac, nella scorsa edizione di Wrestlemania. Match a dir poco unici.

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Una colonna di Raw e Smackdown!

Dopo la Era Attitude, il Becchino a continuato a primeggiare nei Brand Raw e Smackdown!. Negli ultimi anni di attività ricordiamo il bel periodo da Campione nello Show Blu, in faide con Batista, Edge, Randy Orton e Mark Henry. Per quanto riguarda Raw, il riferimento è soprattutto all’ultimissimo periodo, quello delle ultime storyline con Brock Lesnar, CM Punk e, appunto, Roman Reigns.

Il Record di Wrestlemania

Fino all’Aprile 2014, The Undertaker vantava un clamoroso Record al Grandaddy Of Them All. In 21 edizioni da lui disputate, aveva sempre vinto, 21-0. Durante Wrestlemania 30, nell’incontro con Brock Lesnar, dopo svariate F-5 (finisher di Lesnar) è arrivato il conto di 3, sotto gli occhi increduli di migliaia di tifosi: 21-1. Quella del 2 Aprile è stata la seconda sconfitta a Wrestlemania per Taker, in 25 edizioni disputate. Bottino finale: 23-2.

La Tombstone Piledriver

La “Mossa Finale” o Finisher di Undertaker è senza dubbio una delle cose più amate dai tifosi. La Tombstone Piledriver è unica nel suo genere, e difficilmente la vedremo nuovamente sui Ring WWE. Era la firma finale di ogni suo match (o quasi). Tutti noi fan, in un modo o nell’altro, abbiamo provato ad imitarla almeno una volta nella vita.

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Enrico Boiani