martedì, 05 Marzo 2024

Camurrìa

La mafia

Di mafia si parla tanto. È un tema che viene trattato su ogni canale di comunicazione ed è spesso oggetto di discussione in conferenze ed eventi.

Tutti noi conosciamo la sua storia, le sue cause, le origini geografiche, i suoi diversi e tristemente noti nomi ed è altrettanto interessante, e doveroso, informarsi su come sta evolvendo con lo sviluppo tecnologico e informatico per capire come comportarsi da cittadini consapevoli e attenti al problema.

È anche curioso conoscere come questo tema viene affrontato nel resto d’Europa e del mondo.

È bene conoscere la normativa vigente, capire quale contributo apporta l’UE e perché nel resto d’Europa c’è un’attenzione diversa al tema e quindi come si infiltrano le mafie negli altri Stati.

È interessante conoscere ciò che sta facendo oggi la Magistratura per affrontare il problema, quali sono gli interessi della mafia e il suo rapporto con la politica.

Le associazioni e gli enti che informano sono molteplici. La più famosa è Libera, ma possiamo anche citare il Movimento delle Agende Rosse fondato da Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) e AddioPizzo.

Queste appena citate sono alcune tra le più note associazioni e organizzazioni che si occupano esclusivamente di mafia e contribuiscono concretamente istruendo sul tema e portando dei cambiamenti concreti sul territorio. Altri, come le università e l’AGESCI, si occupano dell’argomento attivamente e educano le future generazioni.

Sinonimo di violenza

Non siamo qui oggi per trattare quanto appena detto perché sarebbero da scrivere libri data la complessità del tema. Per questo vi esorto a informarvi il più possibile e a lasciarvi appassionare per portare un reale cambiamento.

In questo articolo puntualizzerò un aspetto cardine della criminalità organizzata.

La mafia va a braccetto con paura e violenza. Ha un volto ben preciso e definito dalla storia e dal diritto, ma in continua evoluzione e per questo è essenziale saperla riconoscere.

Spesso abbiamo sentito tante storie di minacce e soprusi e non è un caso che questo sia il suo modus operandi caratteristico.

Può sembrare contro intuitivo, ma l’applicazione della violenza fisica è sintomo di debolezza.

Gli anni delle guerre di mafia, delle stragi ai danni di magistrati e degli attacchi terroristici fino al 1994, hanno mostrato al mondo quanto la criminalità organizzata fosse debole.

Il fatto che poi questi atti si siano fermati, senza analizzare le complesse, contorte e ipotetiche cause, ha esplicitato un rafforzamento della mafia stessa.

Nel momento in cui si applica violenza fisica si è insicuri del proprio dominio e c’è un mancato riconoscimento della figura e del ruolo del ruolo da parte delle vittime.

Quando invece non è necessaria la violenza ma è sufficiente la paura e la minaccia, vuol dire che la vittima di violenza (in questo caso non più fisica ma psicologica) riconosce il criminale e lo teme. Per questo la minaccia è un atto più pericoloso della violenza fisica, perché è sufficiente l’avvertimento intimidatorio da parte del mafioso per ottenere il risultato richiesto.

Ancora più pericoloso è l’avvertimento di minaccia da parte di un terzo. In quest’ultimo caso, alla vittima viene avanzata una richiesta da un terzo con il suggerimento di obbedienza per non richiamare quel caso all’attenzione del boss mafioso. L’autorità del criminale è così forte che è qualcun altro ad avvisare la vittima del pericolo e ciò è più che sufficiente per ribadire il dominio della criminalità organizzata.

Il nostro contributo

In quanto onesti cittadini, siamo chiamati a denunciare ogni atto criminale di cui veniamo a conoscenza. Il nostro senso del dovere e di etica ci richiama a un’attenzione particolare anche sulle nostre scelte quotidiane perché incidono e contribuiscono più di quanto pensiamo.

Il punto di partenza è informarsi ed è bene farlo da fonti serie, attendibili e ufficiali.

È consigliato chiedere contatti, partecipare a eventi, conferenze, manifestazioni, attivarsi concretamente e, perché no, fare di questo una vocazione o porsi degli obiettivi personali o professionali per cambiare in meglio. Si potrebbe cominciare chiedendo spiegazioni o ponendo domande ad amici e conoscenti che si interessano del tema da tempo.

Insieme possiamo fare la differenza.

Il significato di camurria? Potreste cercarlo su AddioPizzo e iniziare a essere parte del cambiamento!

Giovanni Domenicucci
Giovanni Domenicuccihttps://www.sistemacritico.it/
Non sopporto la montagna, non credo nei principi scout, non parlo mai di politica, non mi piace dibattere su questioni giuridiche e dico bugie. Studio giurisprudenza nella città che ritengo, a mani basse, stupenda: Trento.

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