domenica, 03 Marzo 2024

Educazione finanziaria: la migliore soluzione per vivere nel sistema capitalista

Istruzione di base, oggi

Se nel Diciannovesimo e Ventesimo secolo l’obiettivo della società era di alfabetizzare la maggior parte delle persone per renderle libere, autonome e consapevoli, oggi saper leggere e scrivere non è più sufficiente.

Purtroppo le conoscenze per essere ritenuti istruiti sotto un profilo minimo non sono sempre presenti nemmeno tra i laureati.

Oltre a saper leggere e scrivere è necessario saper usare strumenti di base informatici e avere un’educazione finanziaria.

In un mondo in cui la finanza e la tecnologia rappresentano il fulcro, il progresso e il futuro, è impensabile non essere istruiti finanziariamente e informaticamente.

Istruzione finanziaria

I dati europei elaborati dall’Università di Pisa mostrano come in Italia ci sia ancora troppa ignoranza in termini finanziari e come questo abbia, ovviamente, dei riscontri nella vita quotidiana dei cittadini.

Lo studio riporta che se qualcuno è in grado di conoscere e gestire 3 di 4 aspetti, che ora verranno presentati, può essere ritenuto finanziariamente istruito.

Gli argomenti sono: saper far di conto, conoscere l’interesse composto, conoscere l’inflazione e la diversificazione del rischio.

È stato studiato che nei Paesi in cui è presente una maggiore educazione finanziaria, c’è anche più mobilità sociale, più equità nella popolazione, meno vulnerabilità e meno esclusione sociale.

Gli effetti più negativi e rilevanti sulle situazioni economiche non troppo vantaggiose della classe media, derivano proprio da una non troppo fruttuosa educazione finanziaria.

Le regole del sistema

Il sistema capitalista è probabilmente il miglior sistema nel quale vivere, con tutti i difetti del caso.

Purtroppo il sistema non ha meriti o colpe: esiste e basta. Sono gli uomini a poterlo (e doverlo) rendere migliore.

Come nel secolo scorso, bisogna rendersi conto che il problema non risiede nel sistema ma nell’ignoranza. Non a caso è bastato alfabetizzare buona parte della popolazione per vedere i miglioramenti.

Lo stesso accade in questo caso. Il problema non risiede nel sistema.

È troppo facile addossare colpe a qualcosa che è nato spontaneamente, quindi naturale e pertanto se si dovesse cambiare modo di vivere è altamente probabile che si ritornerebbe allo stato attuale.

Inoltre cambiando sistema si riproporrebbe lo stesso problema perché, come detto, le difficoltà si insidiano grazie all’ignoranza.

Chiunque imputi colpe al sistema capitalista è chi spesso non ha compreso le “regole del gioco” e non vuole veramente risolvere i problemi con delle soluzioni complesse e dispendiose di tempo ed energia ma pretende di trovare la soluzione facile e immediata (il più delle volte sbagliata).

Sarebbe sufficiente istruire la popolazione insegnando i concetti di base per osservare netti miglioramenti.

Per fare un paragone, chi oggi non è istruito finanziariamente è come qualcuno che pretende di giocare a calcio senza conoscere le regole, senza quindi fare goal e pretende di vincere dando la colpa al gioco del calcio senza chiedersi se forse il problema è che non ha preso in mano un manuale e non ha fatto pratica.

Giovanni Domenicucci
Giovanni Domenicuccihttps://www.sistemacritico.it/
Non sopporto la montagna, non credo nei principi scout, non parlo mai di politica, non mi piace dibattere su questioni giuridiche e dico bugie. Studio giurisprudenza nella città che ritengo, a mani basse, stupenda: Trento.

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