giovedì, 23 Maggio 2024

L’aborto è stato depenalizzato in Messico

Le sentenze della Corte Suprema messicana sull’aborto proseguono un trend di depenalizzazioni che sta attraversando l’America Latina da diversi anni.

La Corte Suprema depenalizza l’aborto

Il 30 agosto la Corte Suprema del Messico ha emesso una sentenza che ha reso costituzionale l’aborto nello Stato di Aguascalientes, facendolo diventare il dodicesimo Stato del Paese a depenalizzare l’aborto.
Pochi giorni dopo la stessa Corte Suprema ha emesso un’ulteriore sentenza che ha eliminato le condanne penali a livello federale per chiunque esegua o assista nell’esecuzione di un aborto. Nel profilo del social X, l’ex Twitter, la Corte ha scritto che il sistema che criminalizzava l’aborto era incostituzionale perché “viola i diritti umani delle donne e delle persone con capacità di gestazione”. Un momento storico che si inserisce nel solco di un’onda che è partita a Mexico City, con la prima legge di decriminalizzazione dell’aborto. Dodici anni dopo è stata la volta dello Stato di Oaxaca, e da lì nei successivi tre anni sono stati dieci gli Stati a depenalizzarlo.

L’ondata pro-aborto in America Latina e la forza del movimento femminista

La depenalizzazione dell’aborto è stata resa possibile da un massiccio sforzo della società civile, in particolare delle organizzazioni per i diritti delle donne. Un insieme coordinato di gruppi femministi che in America Latina è in continua crescita da diversi anni, e che ha portato con sé una catena di legalizzazioni e interventi favorevoli all’aborto in un buona parte della regione. Il movimento è nato in Argentina, sulla spinta dell’Encuentro Nacional de Mujeres (ENM), un evento che una volta all’anno riunisce decine di migliaia di donne di tutto il paese. Nel 2003, le organizzazioni femministe decisero di incorporare la legalizzazione dell’aborto nella loro agenda. Sono in seguito nati altri movimenti, tra cui Ni Una Menos, che hanno propagato un’onda diffusasi in tutto il Continente facendo nascere tanti altri gruppi di lotta per i diritti delle donne. Da questo universo femminista sono emersele le green bandanas, riconoscibili dal fatto che le attiviste indossano una bandana verde. Il verde non è un colore casuale: nell’immaginario sociale argentino, il verde rappresenta la vivacità e la salute e, utilizzandolo come colore principale, la campagna inviava il messaggio che l’aborto è un’assistenza sanitaria e che, per molti, è un’ancora di salvezza. L’aborto è stato legalizzato in Argentina nel 2020, in Colombia nel 2022 ed in Uruguay nel 2012. Per non parlare di Cuba, dove è legale dagli anni Sessanta. In tanti altri Paesi dell’America Latina le legislazioni sull’aborto stanno diventando più morbide. Questa è una regione che fino a poco tempo fa era considerata una roccaforte delle limitazioni ai diritti riproduttivi e dei valori cattolici, e che da qualche decade sta attraversando un’ondata di apertura in controtendenza rispetto al proprio vicino statunitense. 

Gruppo di donne del gruppo Green Bandanas mentre protestano in favore di un aborto libero e legale a Città del Messico (fonte:https://www.theguardian.com/world/2021/sep/07/mexico-abortion-law-struck-down-supreme-court-penalties-unconstitutional)

Prospettive sul futuro delle leggi sull’aborto

L’aborto si sta facendo strada in America Latina.
La regione, considerata per molto tempo una roccaforte del cattolicesimo, è attraversata da fenomeni contrastanti. In alcune regioni, come il Brasile e lo stesso Messico, aumenta il numero di evangelici a discapito dei cattolici, nonostante il numero di credenti sia complessivamente in diminuzione. Questo processo di secolarizzazione ha anche degli importanti risvolti politici. I partiti della regione hanno da sempre utilizzato la religione come strumento della ricerca del consenso. Perfino gli stessi partiti di sinistra, se si escludono Petro in Colombia e Boric in Cile, si sono sempre contraddistinti per il paradosso di essere socialisti in economia ma conservatori nel sociale. Pensiamo al caso di Lula, un idolo della sinistra internazionale, che in Brasile si è visto costretto a cercare consenso tra gli evangelici per vincere contro Bolsonaro. Questa trasformazione sociale impone una riflessione ad entrambe le parti dell’agone politico: la destra deve adattare il proprio messaggio ad un elettorato sempre più secolare, mentre la sinistra deve trovare l’equilibrio tra la ricerca del consenso e l’attaccamento alle cause progressiste. Questa ondata di depenalizzazioni non è comunque al sicuro: lo spettro di Milei in Argentina e le difficoltà di Petro e Boric in Colombia e Cile mettono le conquiste sull’aborto in seria difficoltà. Sarà ancora l’imponente movimento femminista latinoamericano a risultare decisivo: un’organizzazione coordinata ed innovativa che ha ispirato molti gruppi anche in Europa e negli Stati Uniti.

Massimiliano Garavalli
Massimiliano Garavalli
Coordinatore e fondatore di Sistema Critico. Amo leggere e scrivere, soprattutto di filosofia, economia e politica. Poeta a tempo perso, aspirante cabarettista di saloni vuoti. Classe '97, vivo a cavallo tra Pesaro ed Urbino. Sono laureato in economia, ma non vi dirò come investire i vostri soldi. Sistema Critico, per me, è lo spazio dove possiamo parlare e riflettere insieme sulle questioni più profonde che il Mondo ci pone ogni giorno.

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