sabato, 13 Aprile 2024

Psicologo delle cure primarie – Una risorsa per il futuro

Spero che il mio primo articolo per sistema critico vi sia piaciuto perché con questo cambierò completamente registro. Ciò di cui vi parlerò oggi è un tema che a me, come futuro psicologo, sta molto a cuore e riguarda, appunto,  il mondo della Psicologia.

In particolare voglio presentarvi la figura dello “psicologo delle cure primarie”. Questa figura professionale nasce con lo scopo di contribuire alla promozione del benessere psicologico nella comunità. Lo fa attraverso la costruzione di una rete di collaborazione con la Medicina Generale e con i servizi di salute presenti sul territorio. Questo si traduce nel compito di fornire un primo livello di cure psicologiche. Trattatasi di Un servizio posizionato sul territorio, accessibile, efficace, costo-efficace ed integrato con gli altri servizi sanitari. Il tutto nella prospettiva di un’organizzazione di assistenza psicologica volta a rispondere alla domanda di cura dei cosiddetti Disturbi Mentali Comuni. Disturbi che, se non trattati, possono comportare elevate conseguenze di forte malessere individuale e un aumento sul piano dei costi sociali.

 

Situazione attuale

Dal 2013 ad oggi in tutta Italia sono partiti dei progetti in campo sanitario che includono lo psicologo nel mondo delle cure primarie. Uno tra questi nasce del 2016 grazie all’associazione “esserecon” di Forlì. Il coordinatore del progetto il dott. Ivano frattini e i suoi collaboratori assieme al nucleo di cure primarie di Forlì, hanno istituito un servizio psicologico di collaborazione rivolto a pazienti afferenti allo studio del medico di base aderente al progetto. Il Servizio è a Libero Accesso e prevede la possibilità, per i pazienti di svolgere tre colloqui psicologici per la valutazione, la prevenzione, l’educazione e, ove possibile, l’intervento sulle forme di disagio psicologico eventualmente riscontrate.

I pazienti vengono assegnati al medico cooperante e segnalati dallo stesso. I colloqui vengono condotti in forma gratuita per il paziente e senza alcun costo per lo studio medico ospitante e/o per il medico cooperante. Questa è una delle tante modalità in cui si muove la psicologia delle cure primarie oggi in Italia. Tutti questi progetti non sono ancora stati inseriti nel “sistema sanitario nazionale” (SSN). Mancano dunque di una strutturazione a livello istituzionale e il loro impiego a beneficio della popolazione, è influenzato da costi e pregiudizi. Ad oggi il tutto viene portato avanti grazie agli sforzi di professionisti medici e psicologi che credono nella bontà del progetto.

 

Perché investire nel progetto dello psicologo di base?

Introdurre nel SSN lo psicologo delle cure primarie avrebbe diversi effetti importanti e utili per tutta la popolazione. In primo luogo abbiamo i benefici per il benessere. (secondo il sito mediciitalia.it) l’impiego di questa figura professionale ha portato una riduzione del 77,9% della durata media dell’ospedalizzazione. Ha comportato il calo del 66,7% della frequenza delle ospedalizzazioni e ha evidenziato una situazione che a mio avviso, desta più di qualche preoccupazione. È stato rilevato che In caso di depressione solo 1/3 dei pazienti cerca una cura diretta per i propri sintomi. Di questi il 70-80% si rivolge ad un medico di base. Causando ad egli un aumento sul carico di lavoro e un conseguente aumento della assegnazione di psicofarmaci. Si pensi che l’Italia è al 5° posto al mondo per il consumo di psicofarmaci (circa 9 milioni di italiani ne fanno uso).

alla luce di questi dati, è possibile sottolineare l’importanza dell’inserimento dello psicologo delle cure primarie nel SSN. Infatti, Non solo ridurrebbe il carico di lavoro al medico di base ma aiuterebbe anche la popolazione ad affrontare psicopatologie comuni, riducendo sensibilmente quantità e durata dei ricoveri ospedalieri. Inoltre fornirebbe un servizio specifico per i bisogni dei pazienti che il medico di base, in virtù della sua preparazione, non è in grado di garantire.

…I costi…

Qualcuno potrebbe giustamente dire: “si ok bello, ma quanto ci costerebbe?”                 l’OMS ha stimato che il peso economico del disagio psichico e psichiatrico con la situazione attuale, è intorno al 3-4% del PIL dell’unione europea. Diversamente da quanto si possa pensare, l’introduzione dello Psicologo delle Cure Primarie nel SSN accanto al Medico di base, consentirebbe una significativa riduzione della spesa sanitaria. Questo nonostante il tutto sia a carico dello stesso SSN.

Ciò è stato ampiamente dimostrato sia all’estero che in Italia. lo studio condotto dal Prof. Luigi Solano e colleghi ha evidenziato una riduzione della spesa sanitaria per i farmaci pari al 31%.
(Shellemberger e colleghi, 1996) hanno evidenziato una riduzione delle spese sanitarie del 30% nei pazienti con malattie cardiovascolari che vengono sottoposti a trattamento psicologico. Questo a fronte di un aumento del 20% nei pazienti non sottoposti a tali cure.                                                                                                                                 Inoltre, dai dati sugli studi scientifici sulle ricadute economiche degli interventi psicologici nell’ambito delle cure primarie, si rileva una riduzione delle spese sanitarie tra il 33 ed il 47% (Lazzari, 2011). l’introduzione dello psicologo delle cure primarie del SSN risulta quindi essere un investimento positivo anche per le casse dello stato. Penso che ridurre i costi, a fronte di diversi benefici per il benessere comune, sia per lo stato un obbiettivo da perseguire.

Il problema dell’applicabilità…

Vi è però una questione che potrebbe compromettere l’applicabilità e quindi l’impiego effettivo dello psicologo delle cure primarie. Ancora oggi in Italia, per i problemi legati alla salute, è il medico ad essere punto di riferimento delle famiglie. (Anche per disturbi di natura psicologica). Fino al 70% dei pazienti che si rivolgono al medico di base presentano problemi di natura psicosociale. (Gatcher e Oordt-APA, 2008).  Lo psicologo è ancora visto oggi con occhi di diffidenza mista a una conoscenza insufficiente sul lavoro che svolge. Forse nel 2018, c’è ancora chi dentro di sé ritiene che solo i “matti” abbiano bisogno dello psicologo. Questa considerazione non fa altro che precludere delle opportunità a mio avviso.

L’essere umano è fatto di corpo sì ma anche di mente, per questo una medicina moderna e lungimirante, come già ho visto fare nella mia vita, si avvale nel trattamento della malattia, del lavoro congiunto di professionisti di diversi settori. L’uomo non è un essere fatto a blocchi ma è un insieme che è di più della somma delle sue singole parti. Questa è la mia personale visione che si rispecchia nella figura e nel ruolo dello psicologo delle cure primarie e nel suo lavoro, in collegamento con la medicina di base.

…Per concludere

La mia intenzione nello scrivere questo articolo, non è solamente quella di far conoscere a voi lo psicologo delle cure primarie. Con questo e con altri articoli che seguiranno, spero che in voi che leggete, nasca una scintilla di curiosità per il mondo della psicologia. Un mondo relativamente giovane e che in Italia, forse più che in altri paesi, lotta per diffondersi e portare il suo importante aiuto alla popolazione. Nel futuro mi piacerebbe vedere un mondo dove medici e psicologi di ogni sorta lavorano insieme, nel rispetto reciproco, per fare ciò per cui sono nati; aiutare il prossimo nel miglior modo possibile.

Alessandro Santori

 

Sistema Critico
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