Caro Nicky, oggi me l’hai fatta grossa.

Sarebbe scontatissimo dire che mi mancherai da impazzire, che sei sempre stato il mio idolo, o qualche altra baggianata del genere. Devo essere sincero con te. Non ti ho mai tifato e a dirla tutta mi sei sempre stato abbastanza antipatico. Vuoi che sono di Pesaro. Vuoi che sono follemente innamorato del 46 gialloblù. Ti ho sempre visto come l’ennesimo rivale che ci ha tolto la possibilità di vincere quel dannato decimo titolo.

“Caro Nicky, oggi me l’hai fatta grossa” lo pensavo anche in quel celeberrimo 2006, quando all’ultima gara riuscisti a vincere il Mondiale ai danni di Vale. Ero piccolo ai tempi, ma crescendo ho capito. Ho capito che tu sei ben diverso dagli altri, che sei una persona buona, sempre disponibile e sempre col sorriso. Ho capito che sei stato uno dei rivali più degni del mio idolo, uno dei più leali. Certo, diciamocelo, non uno dei più forti, ma senza dubbio uno dei più meritevoli. Da qualche tempo riguardo a quel 2006 come un anno sfortunato si, ma anche positivo. Positivo perchè ha fatto crescere, ma positivo perchè un ragazzo americano ha coronato il suo sogno lottando dalla prima all’ultima gara, senza riserva. Niente trucchi, niente trame. Solo puro agonismo e voglia.

Caro Nicky, oggi me l’hai fatta grossa perchè avevo imparato ad apprezzarti. E’ grazie a te che ho iniziato a capire che dietro al pilota c’è l’uomo. Che al di fuori di ogni tifo, fazione, e schieramento c’è quel fuoco che arde dentro ad ogni pilota: la passione. Ho capito che in fondo tutti i piloti sono uguali. Tutti corrono per un sogno, per sentirsi vivi, per superare il limite. Certo, per molti è un semplice mestiere, ma credimi ho sempre pensato che per te fosse qualcosa in più. Lo si capisce da come gioisti per il titolo. Diciamocelo, o sei stato un attore bravissimo oppure la tua passione è e resterà qualcosa di magico. E sono estremamente convinto della seconda opzione.

Caro Nicky, oggi me l’hai fatta grossa perchè ogni dannata volta che un pilota muore, anche in circostanze del tutto estranee alla pista, la mia mente torna sempre al 2009. A quel maledetto 2009, dove ho vissuto sulla mia stessa pelle quello che stanno passando ora i tuoi famigliari, quando persi mio padre, anch’egli pilota, in un incidente stradale. Ricordo bene quel giorno, perchè da quella data non ho più pianto, non fisicamente. Ho esaurito tutte le lacrime dentro di me quel 5 Luglio. Nessuno dei tuoi parenti leggerà tutto ciò, ma io gli sono vicino, tanto vicino, so cosa si prova, per quel che può contare.

Caro Nicky, oggi me l’hai fatta grossa perchè una gara fra te, il Sic, Salom, Tomizawa e Kato lassù deve essere qualcosa di davvero speciale, ma non possiamo vederla. Adesso basta però, perché di spettacolo vogliamo vederne anche quaggiù, nel vostro ricordo.

Caro Nicky, oggi me l’hai fatta grossa, ma davvero grossa. Io però non sento altro che dirti una sola parola: Grazie.

Enrico Boiani